La vittoria della nostra squadra Diaconia alla Lepini Cup Calcio a 8 non è soltanto un successo sportivo. È il risultato visibile di un percorso di accoglienza e integrazione che ogni giorno prende forma nei progetti SAI, in particolare nel SAI Frosinone e nel SAI Ceccano, dove accompagniamo richiedenti e titolari di protezione internazionale verso l’autonomia e una piena partecipazione alla vita del territorio
La finale ha messo di fronte due squadre che avevano dominato il torneo: Diaconia, imbattuta fino all’ultimo atto, e l’Esotic Team. È stata una partita intensa, corretta, giocata ad altissimo ritmo e nel segno del rispetto reciproco. Il 3-2 finale porta la firma di Camara Kassim, autore di una tripletta che resterà nella memoria di questa edizione.
Ma il risultato, da solo, non racconta tutto.
Ciò che ha davvero vinto è stato lo spirito del torneo. In campo si è visto rispetto, lealtà, capacità di riconoscere l’avversario. Si è vista la possibilità concreta di costruire relazioni oltre le differenze linguistiche e culturali. Lo sport, in questo senso, è stato uno spazio educativo e comunitario: un luogo in cui ciascuno ha potuto esprimere talento, disciplina, senso di responsabilità, sentendosi parte di un gruppo.
Nel nostro modello di accoglienza integrata, lo sport non è un’attività accessoria. È uno strumento di inclusione reale. Permette di creare legami con la comunità locale, rafforza l’autostima, favorisce l’apprendimento delle regole condivise e consolida il senso di appartenenza. In campo non c’erano “migranti” e “locali”, ma compagni di squadra e avversari leali, uniti dalla stessa passione.
Dietro questa vittoria c’è il lavoro quotidiano degli operatori che accompagnano le persone accolte nel loro percorso di crescita. Un ringraziamento particolare va a Simone Gatta e Muse Beyene, che hanno coordinato l’attività con competenza e dedizione, contribuendo a dare prestigio all’intera cooperativa. Il loro impegno testimonia che una buona accoglienza significa offrire opportunità concrete di partecipazione, valorizzare le capacità individuali e costruire contesti in cui ciascuno possa esprimere il meglio di sé.
Dal 2004 Diaconia opera per promuovere diritti, inclusione e autonomia, mettendo al centro la persona e le sue risorse. La Lepini Cup si inserisce pienamente in questa visione. È un esempio di come l’integrazione non sia uno slogan, ma un processo fatto di relazioni, responsabilità e presenza sul territorio.
Lo sport unisce. L’accoglienza costruisce comunità. Questa vittoria parla di entrambe.