La vittoria della nostra squadra Diaconia alla Lepini Cup Calcio a 8 non è soltanto un successo sportivo. È il risultato visibile di un percorso di accoglienza e integrazione che ogni giorno prende forma nei progetti SAI, in particolare nel SAI Frosinone e nel SAI Ceccano, dove accompagniamo richiedenti e titolari di protezione internazionale verso l’autonomia e una piena partecipazione alla vita del territorio 

La finale ha messo di fronte due squadre che avevano dominato il torneo: Diaconia, imbattuta fino all’ultimo atto, e l’Esotic Team. È stata una partita intensa, corretta, giocata ad altissimo ritmo e nel segno del rispetto reciproco. Il 3-2 finale porta la firma di Camara Kassim, autore di una tripletta che resterà nella memoria di questa edizione.

La squadra è formata dai beneficiari Diarra Mamadou, Diarra Oumarou, Michael T Tuoh , Gouem Loutou, Camara Kassim, Zare Soumaila, Cisse Modibo e Mohamed Al Awwal accolti nei progetti SAI Frosinone e SAI Ceccano e fa parte del nostro impegno nell’accoglienza integrata e nei percorsi di autonomia.
Lo sport diventa così strumento concreto di inclusione, relazione e partecipazione alla vita della comunità.

Ma il risultato, da solo, non racconta tutto.

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Ciò che ha davvero vinto è stato lo spirito del torneo. In campo si è visto rispetto, lealtà, capacità di riconoscere l’avversario. Si è vista la possibilità concreta di costruire relazioni oltre le differenze linguistiche e culturali. Lo sport, in questo senso, è stato uno spazio educativo e comunitario: un luogo in cui ciascuno ha potuto esprimere talento, disciplina, senso di responsabilità, sentendosi parte di un gruppo.

Nel nostro modello di accoglienza integrata, lo sport non è un’attività accessoria. È uno strumento di inclusione reale. Permette di creare legami con la comunità locale, rafforza l’autostima, favorisce l’apprendimento delle regole condivise e consolida il senso di appartenenza. In campo non c’erano “migranti” e “locali”, ma compagni di squadra e avversari leali, uniti dalla stessa passione.

Dietro questa vittoria c’è il lavoro quotidiano degli operatori che accompagnano le persone accolte nel loro percorso di crescita. Un ringraziamento particolare va a Simone Gatta e Muse Beyene, che hanno coordinato l’attività con competenza e dedizione, contribuendo a dare prestigio all’intera cooperativa. Il loro impegno testimonia che una buona accoglienza significa offrire opportunità concrete di partecipazione, valorizzare le capacità individuali e costruire contesti in cui ciascuno possa esprimere il meglio di sé.

Dal 2004 Diaconia opera per promuovere diritti, inclusione e autonomia, mettendo al centro la persona e le sue risorse. La Lepini Cup si inserisce pienamente in questa visione. È un esempio di come l’integrazione non sia uno slogan, ma un processo fatto di relazioni, responsabilità e presenza sul territorio.

Lo sport unisce. L’accoglienza costruisce comunità. Questa vittoria parla di entrambe.